Grazie

Giugno 10, 2019 0 Di Edoardo Bernascone

Tante, troppe le persone che durante questo anno e anche prima mi hanno dato una mano: chi nell’organizzazione, chi in aiuti tecnici o chi semplicemente con un pensiero. 

Ora ci provo, visto che ormai sono a casa e non sono ancora scappato, di ringraziare, per ora in una prima forma digitale e poi mi auguro con un abbraccio, una stretta di mano, un bacio o un sorriso, tutti voi che se leggete queste righe probabilmente fate parte della schiera.

Inizierei dall’ ABC per cui i miei genitori, la mamma e il Pietro che hanno accettato per non dire subìto le decisioni di questo figlio “scellerato”, perché le scelte che facciamo, anche se sono nostre, inevitabilmente toccano e a volte sconvolgono la vita di coloro che abbiamo vicino.

I miei nonni che tra un piatto di pasta e una bistecca hanno digerito per l’ennesima volta la partenza allo sbaraglio del nipote.

Sophie, la mia ancora quando prendo troppo il largo. Grazie per avermi sempre scritto e pensato in questi mesi di viaggio perché più si va lontano più le amicizie contano. 

Il Gio, mio compagno di scorribande. Grazie per avermi aiutato nella lunga preparazione e soprattutto per avermi mandato il kindle e salvato dal manicomio.

Il Luca e il Vali che il giorno del mio arrivo mi hanno accolto con un outfit leggermente discutibile.

Il Bomber (osteopata) che in tre sedute dopo l’incidente mi ha rimesso in sesto anzi, in sella.

La Marta che ogni fine viaggio mi ospita e mi prepara al gran rientro. Grazie

I miei amici di sempre: Gino il cugino, Fish, Giulio, Max. Grazie. Grazie per aver sempre tifato per me dal primo all’ultimo chilometro e per avermi dato una ragione per pedalare più veloce verso casa.

Il grande Ale che ha tramutato da idea a sito internet “Il Filo di Seta” e che mi ha seguito in forma digitale per tutta la durata del viaggio. Grazie.

Lo zio Pino che si è preso la grana di tenermi sott’occhio e venirmi a recuperare nel caso fosse successo qualcosa di brutto, cosa poi effettivamente accaduta. Grazie.

I miei colleghi della Novalfa che hanno scoperto la pace e la gioia del poliestere dopo la mia partenza. Grazie per avermi sempre incitato e sostenuto.

I ragazzi di Novobike Fabio e Davide che mi sono stati dietro nella preparazione della Surly, la mia seconda compagna di viaggio ma primo vero amore. Grazie. Grazie per aver sopportato tutte le crisi, i dubbi e i malumori che precedono la preparazione di un grande viaggio. La bici è passione e voi ne siete la prova.

Filippo che ha dato vita a Rainbow la mia prima bici, un gioiello di tecnologia e qualità che mi ha portato fino in Iran senza problemi. Grazie per la precisione, la professionalità e soprattuto per avermi sempre risposto al telefono nei momenti di crisi.

I fratelli Bertinetti che mi hanno sistemato la bici al volo prima della seconda partenza. Grazie 

Stefano e Monica che quando passo a salutarli in negozio è un po’ come essere a casa. Grazie 

La Franci che mi è venuta a trovare in Kazakhstan e mi ha tagliato la barba per la prima volta dalla Mongolia. Grazie per avermi reso più umano.

Il Sergio, vate del cicloturismo mondiale, che mi ha dato consigli importantissimi per la preparazione del viaggio e poi mi ha anche offerto la cena. Grazie e a buon rendere.

Roberto che appena tornato dalla Mongolia mi ha tranquillizzato con un bel po’ di suggerimenti. Grazie.

La Paola che il destino ha voluto incrociassi nel momento più delicato, la partenza. Grazie per essere la mia stella polare e una continua fonte di ispirazione.

La famiglia del Tajikistan: Elisa, Amalia, Zoe e Andrea che mi ha accolto in casa senza sapere chi fossi. Grazie per aver aperto la porta della vostra dimora e del vostro cuore, una mano dal cielo dopo le fatiche del Pamir. 

Valentina, per avermi fatto da mangiare a Mashad dopo l’incidente e soprattutto per aver sbloccato il tubo del lavandino. Non avevo mai visto una donna smontare un lavandino così velocemente.

Edo, un equilibrista della vita, che mi ha illuminato e aperto la testa su tante cose che prima non vedevo. Grazie per il tempo che mi hai dedicato e per la cena anche se la pizza faceva schifo.

Il Mauro che mi ha insegnato a lavorare, Perché i successi nel lavoro così come nella vita sono proporzionali all’energia e alla passione che ci mettiamo.

Lorenzo, una vera forza della natura. Grazie per avermi ospitato e fatto sognare parlando di artico, freddo e grandi esplorazioni. 

Andrea, il giornalista che si è preso a cuore questo viaggio. Grazie per avermi sempre seguito e per aver scelto di raccontare con le parole giuste questa storia.

Lucia e Enrico che mi hanno riservato una super accoglienza il giorno prima di arrivare a casa. Grazie per l’ospitalità e per l’ottimo Barbera.