E Grecia sia!

Maggio 6, 2019 1 Di Edoardo Bernascone

Uscire dal Pireo alle 7 di mattina, il terzo porto più grande di Europa, non è stata una passeggiata. Dopo una notte in traghetto mi trovo a pedalare nell’ennesima incasinata periferia di una grande città, Atene. Quindi, occhio al camion, occhio alla macchina, alla moto e allo scooter e ah! Una bici! Saluto il collega e mi torna il sorriso. Qui in Grecia per la prima volta dopo molto tempo ricompaiono i ciclisti, per lo più stradisti che con bici in carbonio da 7 kg. Mi passano alla velocità della luce. Tempo di un ciao e sono già avanti a me di un centinaio di metri. Dopo un paio d’ore riesco a venirne fuori e a trovare delle piacevoli strade che lentamente mi portano in mezzo ai campi e alla natura. Non è molto diverso dalla Turchia, file e file di ulivi, arance e limoni. A differenza della Turchia però le strade sono dei colabrodi e in molti angoli discariche illegali di immondizia rovinano un paesaggio altrimenti idilliaco. Nella mia lenta pedalata verso il Peloponneso vengo raggiunto da un giovane ciclista in mtb, tutina aderente, un rapporto solo davanti e pedalata agile. Chiacchieriamo un po’, sta studiando inglese all’università per cui gli interessa fare un po’ di pratica. viene fuori che è l’attuale campione nazionale juniores. Ovviamente scatta la bagarre, al primo salitino attacco ma non vado lontano, mi riprende dopo una ventina di secondi e mi lascia dietro. Poi per pietà mi aspetta e continuiamo insieme. Lo saluto dopo una decina di km. e svariati litri di sudore. Qui in Grecia non ci sono vie di mezzo, la strada o sale o scende e no, il piano non esiste o meglio lo evito perché seguire la costa significa pedalare su strade molto trafficate e strette.

Obiettivo, pedalata dopo pedalata, è quello di arrivare a Patrasso e da lì trovare una nave che mi porti in Italia. Mi sento vicino, terribilmente vicino a casa. L’altro giorno per la prima volta ho visto una macchina con la targa italiana, che emozione!