La valle delle Meraviglie

Aprile 22, 2019 3 Di Edoardo Bernascone

L’arrivo ad Antalya non è stato dei migliori: enormi resort da centinaia di stanze, pullman carichi di Russi e in generale un’atmosfera da turismo di massa in stile Las Vegas, triste e senza anima. Un po’ me l’aspettavo ma toccare con mano è sempre un’altra cosa. Sporco, lurido e sudato attraverso il lussuosissimo centro storico tra bar all’ultima moda e ristorantini fighetti alla ricerca di un ostello economico. Non ci vuole molto a capire che non è il posto che fa per me, dopo tanti mesi di viaggio è la prima volta che mi trovo in un luogo veramente turistico e soprattutto frequentato anche da europei. Non mi sento a mio agio, anche se forse d’ora in poi sarà la normalità, ma non mi rassegno! Apro quindi la mappa e studio un percorso parallelo alla costa ma in mezzo alle montagne così da evitare, almeno spero, traffico e turisti. Ovviamente la via non è la più logica e i dislivelli fanno paura ma come insegna il viaggio, più le strade sono piccole e remote e più l’esperienza sarà bella e autentica. Dopo due giorni di riposo, parto a manetta e dopo 20 km sono finalmente fuori dalla città e dal casino, iniziano anche i lunghi tornanti che lentamente mi portano in alto, il mare diventa sempre più piccolo e la neve che prima a malapena vedevo diventa terribilmente vicina. Sembra incredibile ma a meno di cento km da Antalya ci si trova in un mondo completamente diverso e in una natura quasi selvaggia. Passata la notte presso una famiglia di pastori, proseguo secondo i piani, la strada diventa sempre più piccola finché a un certo punto finisce e diventa sterrato… Una bella sorpresa che ovviamente non avevo programmato, cerco almeno di guardare le previsioni meteo per i prossimi giorni ma il telefono non prende… Che fare? Dopo averci pensato un po’ decido comunque di tentare, dopo tutto un po’ di esperienza me la sono fatta. Seguo quindi questa stradina che a tratti diventa sentiero in una delle valli più belle che abbia mai visto, la natura è potente e dopo tanti mesi mi sento di nuovo solo e piccolo come in Mongolia o in Tajikistan. Il meteo mi da una mano e per fortuna non piove, in alto c’è ancora neve e mi trovo a passare alcuni nevai in cui è vietato cadere, scollino a oltre 2.000 metri e mi ritrovo in un plateau che mi ricorda Campo Imperatore in Abruzzo, un’enorme piana circondata da montagne cariche di neve. Rimango impressionato, non mi aspettavo di poter vivere ancora avventure così e di aver la fortuna di attraversare quella che ho battezzato la valle delle Meraviglie.