L’altro Irak

Gennaio 25, 2019 Off Di Edoardo Bernascone

Nessuno dei due parla.. pedaliamo un po’ tesi perché oggi è un giorno speciale. La frontiera che ci attende infatti non è delle più banali, stiamo per entrare in Irak e con esattezza nel Kurdistan iracheno. Oggi questa parte dell’Irak è regione autonoma e a livello di sicurezza in teoria non ha nulla a che fare con Baghdad. Fa comunque un certo effetto passare questo confine e sapere che Mosul, Falluja e Kirkuk sono lì, a uno sputo di km. La frontiera è tranquilla, solito tran tran di camion ma per il resto poche armi e poche divise, strano mi aspettavo una roba molto più turbolenta e invece no. Poche domande, tre dollari di tasse e sbam abbiamo il nostro timbro sul passaporto! In punta di piedi entriamo in questa nuova nazione. Dicono che il sottosuolo da queste parti sia pieno di petrolio e si vede.. il traffico è praticamente composto da autobotti e a bordo strada è pieno di benzinai abusivi che vendono il carburante in taniche da 15 lt.

Il panorama non è dei migliori e la strada una pozzanghera fangosa dietro l’altra. Pedalando deciso ci leviamo dalla strada principale, raggiungendo una stradina a due corsie senza camion e senza casino. Mangiamo qualcosa e per la prima volta ci guardiamo intorno e assaporando il panorama. ce l’abbiamo fatta! Siamo nel Kurdistan iracheno, l’altro Irak!

L’entusiasmo viene subito smorzato da una serie di saliscendi micidiali! In un attimo il sole tramonta dietro le montagne e il freddo fa capolino subito dopo.. che si fa? Di campeggiare nessuno dei due ha voglia, decidiamo quindi di procedere alla vecchia maniera in stile iraniano. Entriamo nel primo paesino che troviamo e intavoliamo un discorso coi vecchi del luogo cercando di fargli capire che cerchiamo un posto per la notte. A forza di gesti e scenette riusciamo a farci intendere e passiamo una fresca notte nella moschea locale. al mattino, con 3 gradi, uscire dal sacco a pelo ha richiesto un sacco di energie.
Le previsioni danno neve nel pomeriggio e nei giorni a venire, bisogna muoversi!
Mancano solo una cinquantina di km per arrivare a Sulemanya, prima grande città del Kurdistan iracheno.