Mashad

Dicembre 16, 2018 0 Di Edoardo Bernascone

Oggi finalmente ho ripreso a camminare senza stampelle. cammino ai 2 all’ora come se avessi una gamba di legno ma cavolo, cammino! Mashad non è una città facile, appena fuori dal cancello la concentrazione deve essere assoluta: motorette, camioncini e vecchie Peugeot saltano fuori da ogni angolo e ogni incrocio. attraversare la strada è pericoloso per una persona normale, figurarsi per uno zoppo! Cammino però, voglio camminare per dimostrare a me stesso che ce la posso fare e che posso tornare a pedalare il più presto possibile. Mi sento vivo così vivo come non mi sono mai sentito prima. L’aria fredda, il casino per le strade e il richiamo alla preghiera. Lo sento, sento il cuore di Mashad battere intorno a me, la città mi invita ad entrare dentro di lei ad assaporare i suoi profumi e a respirare la sua polvere. Finalmente mi rendo conto di essere in Iran, sono felice. Tutto è diverso rispetto allAsia centrale, i volti le macchine i costumi nemmeno gli snikers, base della mia alimentazione giornaliera, riesco a trovarli. Il farsi è illeggibile e pure i numeri sono dei simboli senza senso. Tutta questa diversità mi eccita e anche andare a comprare il pane è un’esperienza. La moneta è il Rial ma qui contano tutti in toman. Il risultato è che non si capisce niente.

Il piede migliora ma la bici no. E li appoggiata al muro nel garage del palazzo. Oggi sono andato a trovarla, e veramente mal messa.. ho provato a togliere la ruota dietro ma no, il mozzo si è stortato ed è impossibile sfilare il perno passante. La accarezzo, mi ha protetto e le sono grato.

La convalescenza non sarebbe la stessa senza i miei coinquilini che sopportano i miei alti e bassi di umore. Guglielmo lo Svizzero e Valentina la trentina, già è proprio del Trentino, condividono il mio stesso tetto da più o meno una settimana. Si prendono cura di me, mi fanno da mangiare mi lavano i piatti e preparano il tè. Ogni sera guardiamo dei film al computer come ai tempi dell’università. Mi hanno soprannominato the king of the couch! Sono giorni belli che mai avrei immaginato dopo un tale accaduto.

Spedire e ricevere pacchi dall’Europa e molto difficile e costoso per via delle sanzioni e dell’embargo. Ho deciso quindi di tornare a casa qualche settimana a dicembre per portare a casa la bici, riorganizzarne una nuova e abbracciarvi tutti.

 

A presto