L’Uzbekistan che sorride…

ottobre 24, 2018 1 Di Edoardo Bernascone

Se non li ho salutati tutti, i 20 milioni di abitanti dell Uzbekistan, poco ci manca. Sono arrivato da pochi giorni e dopo mesi di viaggio pensavo di averle viste tutte.. e invece no. Non sono i panorami a stupirmi, ormai di montagne e deserti ne ho visti a iosa ma le persone che qui in Uzbekistan hanno davvero qualcosa di unico e straordinario. Non è la prima volta che mi ritrovo in questo tratto di Asia centrale ma passarci in bici lo trasforma in un nuovo viaggio. Quando sei on the road dal mattino alla sera non ti perdi niente. La vita a bordo strada è un brulicare di attività: dai carretti tirati dagli asini, a quelli che vendono uva o quelli che smerciano angurie. Ad ogni angolo anche nei villaggi più piccoli in mezzo alle montagne succede qualcosa e tutti si fermano quando arriva il turistas in velociped. I sorrisi sono sinceri, quasi timidi. La gente è curiosa ma mai invadente e spesso mi viene spontaneo fermarmi e tentare di chiacchierare anziché scappare come in altre occasioni. Piantare la tenda e cercare di farsi qualcosa da mangiare è praticamente impossibile. Quelle volte in cui ho tentato è sempre spuntato fuori un omino che mi ha fatto mettere via tutto spalancando le porte della propria casa. Si stupiscono ogni volta quando gli racconto che sono partito dalla Mongolia e sono da solo, poi quando gli dico che ho ventinove anni e non ho moglie, non ci credono e allora devo prendere il passaporto per fargli vedere la data di nascita. Questo Uzbekistan dalle strade dolci e dai grandi sorrisi mi sta piacendo sempre di più, ormai mancano  un centinaio di chilometri a Samarkanda, storico crocevia della via della seta.